Il comparto contrattualmente non è più idoneo per la Professione infermieristica perché è stato pensato per ruoli esecutivi. Gli infermieri, invece, sono professionisti della salute, con un livello di autonomia e responsabilità che richiede un modello contrattuale diverso, vicino a quello delle altre professioni intellettuali.
1. Il comparto nasce per mansioni esecutive, non per professioni intellettuali
Il comparto sanità è stato costruito negli anni ’90 per raggruppare figure molto diverse, molte delle quali svolgevano attività esecutive o tecnico‑operative. Gli infermieri, però, nel frattempo sono cambiati:
- hanno una formazione universitaria;
- esercitano una professione intellettuale regolamentata;
- assumono responsabilità cliniche dirette;
- prendono decisioni autonome basate su giudizio professionale.
Il comparto non è stato progettato per questo tipo di autonomia.
2. La responsabilità clinica è cresciuta, ma il riconoscimento no
Oggi un infermiere:
- valuta, pianifica e gestisce percorsi assistenziali complessi;
- prende decisioni che incidono sulla sicurezza del paziente;
- coordina team, tecnologie, farmaci, dispositivi;
- risponde legalmente delle proprie scelte.
Questa è responsabilità professionale, non “di mansione”. E un sistema che ti tratta come “operatore del comparto” non riesce a riconoscere questa natura.
3. La formazione è universitaria e continua
L’infermiere è una professione sanitaria ai sensi della legge 42/1999 e 251/2000. Questo significa:
- percorso universitario triennale;
- master, laurea magistrale, dottorato;
- obbligo di aggiornamento ECM;
- competenze avanzate e specialistiche.
Il comparto non distingue tra chi ha un diploma e chi ha un percorso accademico completo. È un modello che appiattisce.
4. Il lavoro infermieristico è diventato altamente specialistico
Oggi esistono infermieri:
- di area critica;
- di sala operatoria;
- di emergenza;
- di terapia intensiva;
- di comunità;
- case manager;
- specialisti in wound care, dialisi, oncologia, ecc.
Il comparto non ha strumenti per riconoscere la specializzazione come valore professionale.
5. La retribuzione non è coerente con il livello di responsabilità
Il comparto lega gli infermieri nell’Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari (area che sostituisce di fatto la vecchia Categoria D) ma con una logica di "Comparto" che non riflette la natura professionale.
Il risultato è:
- stipendi non proporzionati alla responsabilità;
- impossibilità di valorizzare competenze avanzate;
- carriere bloccate o simboliche.
Una professione intellettuale non può essere trattata come una mansione.
6. Gli infermieri sono professionisti della salute
Perché esercitano una professione sanitaria riconosciuta dalla legge, con:
- autonomia;
- responsabilità;
- competenze scientifiche;
- capacità decisionale;
- obblighi deontologici;
- formazione accademica;
- impatto diretto sugli esiti di salute.
Gli Infermieri Non sono “operatori del comparto”: sono professionisti che contribuiscono alla diagnosi, alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione.
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