giovedì 15 gennaio 2026

OPI e SSN: quando vedremo un impatto reale sulla Professione infermieristica?

 
Nel dibattito attuale sulla crisi della professione infermieristica, una domanda preme con maggiore urgenza: quando l’azione politico‑istituzionale dell’OPI riuscirà a produrre effetti concreti sul Servizio Sanitario Nazionale, tali da rilanciare una professione oggi in evidente sofferenza? La questione non è retorica. È strutturale. E riguarda il modo in cui gli Ordini professionali riescono – o non riescono – a incidere sulle scelte che determinano la qualità del lavoro, la dignità del ruolo e l’attrattività della professione.


1. Il limite attuale: un potere regolatorio senza potere decisionale

Gli Ordini professionali, per legge, tutelano la professione e vigilano sulla deontologia. Ma non hanno competenze dirette su:

  • contratti
  • organici
  • modelli organizzativi
  • retribuzioni
  • percorsi di carriera

Perché l’OPI possa incidere realmente sul SSN, è necessario un salto di livello: entrare stabilmente nei tavoli tecnici dove si decidono fabbisogni, ruoli, responsabilità e modelli assistenziali. Senza questo riconoscimento istituzionale, l’impatto rimane inevitabilmente marginale.

2. Il nodo normativo: competenze avanzate senza riconoscimento

Il rilancio della professione passa da un punto cruciale: le competenze avanzate devono essere riconosciute per legge e inquadrate contrattualmente.

Oggi, molte figure – infermiere specialista, infermiere di pratica avanzata, infermiere forense, infermiere di comunità, ecc. – esistono solo sul piano formativo. Ma senza una cornice normativa chiara, restano titoli, spreco di risorse economico/professionali senza potere trasformativo.

La professione non può essere attrattiva se non offre:

  • ruoli definiti
  • responsabilità riconosciute
  • percorsi di carriera
  • differenziazione economica

 3. La dimensione politica: l’OPI come attore della governance sanitaria

Per incidere sul SSN, l’OPI deve assumere un ruolo politico più strutturato in senso istituzionale. Questo significa:

  • produrre dossier tecnico‑giuridici che dimostrino l’impatto degli infermieri sulla sostenibilità del sistema
  • costruire alleanze con Regioni, Università e Ministeri
  • presidiare i processi legislativi che riguardano sicurezza delle cure, responsabilità professionale, organizzazione dei servizi
  • intervenire nel dibattito pubblico con una narrazione forte, unitaria e documentata della professione

Solo così l’Ordine può diventare un interlocutore imprescindibile nelle scelte che riguardano il futuro del SSN.

- Senza un progetto politico, la professione non si rilancia!

La crisi della professione infermieristica non è solo una questione di stipendi o carichi di lavoro. È una crisi di riconoscimento, ruolo e visione.

Per invertire la rotta servono:

  • Norme che definiscano le competenze avanzate;
  • Contratti coerenti con il livello di responsabilità;
  • Modelli organizzativi moderni;
  • Percorsi di carriera reali;
  • Un Ordine capace di incidere sulle scelte del SSN;

Solo quando questi elementi convergeranno, l’effetto dell’OPI sarà percepibile nella pratica quotidiana.

L’ “effetto politico intrusivo” dell’OPI non è un rischio: è una necessità!

La professione infermieristica potrà tornare attrattiva solo quando l’Ordine diventerà un attore pienamente coinvolto nella governance sanitaria, capace di trasformare competenze e responsabilità in diritti professionali riconosciuti. Il rilancio della professione non arriverà da un singolo intervento, ma da una strategia politica, normativa e culturale che restituisca agli infermieri il ruolo che meritano nel futuro del SSN.

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