L’introduzione di una nuova figura assistenziale collocata tra le mansioni dell’OSS e le competenze dell’infermiere non nasce da un’esigenza clinica, né da un’evoluzione scientifica dell’assistenza. Nasce da un’esigenza politica. E come spesso accade quando la politica entra nei processi assistenziali, lo fa per semplificare i conti, non la complessità della cura.
La proposta dell’Assistente infermiere – l’infermiere generico 2.0 – rappresenta un’operazione di ingegneria normativa che tenta di ricostruire ciò che la storia professionale aveva definitivamente superato nel 1994: una figura intermedia, addestrata, esecutiva, funzionale alla carenza strutturale di infermieri, ma priva di una reale autonomia professionale.
Un artificio semantico, non una professione
- Non in modo parziale.
- Non in modo concorrente.
- Ma in modo pieno, diretto, non delegabile sul piano giuridico.
La catena della responsabilità: chi agisce, chi risponde
Qui il discorso diventa forense, non ideologico.
- L’Assistente infermiere agisce su indicazione.
- L’infermiere pianifica, valuta, supervisiona.
- Segue la competenza riconosciuta,
- Segue il profilo professionale,
- Segue il potere decisionale.
- Se l’Assistente infermiere sbaglia, l’infermiere risponde.
- Se il contesto è inadeguato, l’infermiere risponde.
- Se il carico assistenziale è insostenibile, l’infermiere risponde comunque.
Il paradosso organizzativo
- Deve essere valutato prima,
- Monitorato durante,
- Verificato dopo.
Il ritorno del modello pre-professionale
Questo impianto riporta il sistema sanitario a una logica pre-professionale:
- Una figura che “fa”,
- Una figura che “sa”,
- Una figura che “risponde”.
È lo stesso schema dell’infermiere generico, rimosso dalla storia nel 1994 non per nostalgia accademica, ma perché incompatibile con la complessità della sanità moderna.
La differenza, oggi, è che il rischio è maggiore:
- Contesti più complessi,
- Pazienti più fragili,
- Contenziosi più aggressivi.
E un unico bersaglio finale: l’infermiere.
Una scorciatoia accidentata che presenta il conto
- Formazione,
- Attrattività della professione,
- Condizioni di lavoro,
- Sicurezza giuridica.
La risposta, come sempre, sarà una sola: l'Infermiere!
Normativa di riferimento
D.M. 14 settembre 1994, n. 739
- Profilo professionale dell’infermiere
- Attribuisce all’infermiere la responsabilità dell’assistenza infermieristica generale, configurando una posizione di garanzia personale e non delegabile.
- Disposizioni in materia di professioni sanitarie
- Supera il concetto di “mansioni” e fonda l’esercizio professionale su autonomia, competenze e responsabilità.
- Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche
- Rafforza il ruolo dell’infermiere nei processi assistenziali e nella gestione della cura, con responsabilità diretta sui risultati assistenziali.
- Sicurezza delle cure e responsabilità professionale
- Collega la responsabilità alla posizione di garanzia, al potere decisionale e alla capacità di controllo, indipendentemente dall’esecutore materiale dell’atto.
Figure di supporto assistenziale
-
Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2001
Profilo dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS)
Definisce una figura priva di autonomia professionale, operante per attribuzione e sotto la responsabilità delle professioni sanitarie. L’Accordo Stato‑Regioni ha istituito il profilo dell’Assistente Infermiere, approvato in sede di Conferenza il 3 ottobre 2024 e recepito con modifiche il 18 dicembre 2024; il recepimento in DPCM è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025
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