Paziente sicuro, operatore (organizzazione) sicuro!
Venerdì 8 luglio 2011 parlavo di 10 suggerimenti per la Sicurezza del Paziente. Da allora sono sopraggiunti diversi aggiornamenti che hanno ampliato la RESPONSABILITA' dell'Infermiere tra cui: Legge 24/2017 – Legge Gelli‑Bianco, DM 70/2015, Raccomandazioni Ministeriali aggiornate, standard Joint Commission, OMS 2019‑2023, collegati da un filo invisibile che tende a valorizzare la responsabilità clinica, la tracciabilità e la prevenzione del contenzioso. La Sicurezza del Paziente oggi non è più soltanto una “dimensione della qualità”, ma rappresenta l’asse portante dell’intero sistema sanitario. Le normative più recenti – dalla Legge 24/2017 alle Raccomandazioni Ministeriali, fino agli standard internazionali dell’OMS e della Joint Commission – hanno trasformato la sicurezza in un obbligo organizzativo, professionale e documentale. Non è un’opzione, ma un dovere giuridico, etico e tecnico.
- La sicurezza nasce dalla capacità delle organizzazioni di riconoscere i propri limiti, analizzare gli errori senza colpevolizzazioni e costruire sistemi che prevengano il danno prima che si manifesti. È un processo culturale prima ancora che procedurale: richiede consapevolezza, vigilanza, comunicazione efficace e una tracciabilità impeccabile. Ogni professionista diventa parte attiva di un sistema complesso, dove la responsabilità è condivisa e la collaborazione è l’unico antidoto al rischio clinico.
- La prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza rimane un pilastro. L’igiene delle mani – oggi regolata da protocolli OMS e recepita in tutte le strutture – è un atto semplice ma giuridicamente rilevante: la mancata esecuzione è considerata una violazione degli standard di buona pratica. Mani pulite, unghie corte, assenza di monili: dettagli che, in un’aula di tribunale, fanno la differenza tra condotta diligente e negligenza.
- Conoscere il paziente significa identificarlo correttamente, raccogliere informazioni complete, verificare allergie, farmaci assunti, condizioni particolari come gravidanza o fragilità. L’identificazione è oggi un obbligo normato: due identificatori, conferma attiva, braccialetto, doppia verifica nelle procedure invasive. Ogni omissione è un rischio clinico e un rischio legale.
- La preparazione dell’intervento chirurgico richiede check‑list, marcatura del sito, briefing e debriefing. La Legge Gelli‑Bianco richiama esplicitamente l’adesione alle linee guida e alle buone pratiche: non seguirle significa esporsi a responsabilità professionale. La check‑list non è un modulo da firmare, ma un atto di sicurezza che tutela il paziente e l’équipe.
- La comunicazione tra operatori è oggi riconosciuta come uno dei principali determinanti della sicurezza. Passaggi di consegne strutturati, SBAR, limitazione degli ordini verbali, chiarezza nella documentazione: tutto ciò riduce errori e, soprattutto, rende tracciabile il processo decisionale. In ambito forense, ciò che non è scritto semplicemente non esiste.
- La cura di sé – attenzione alla fatica, allo stress, alle interruzioni – è parte integrante della sicurezza. Un professionista stanco è un professionista vulnerabile all’errore. Le organizzazioni devono garantire ambienti sicuri, dispositivi funzionanti, manutenzione regolare, percorsi privi di ostacoli. Anche questo è un obbligo normativo: il rischio strutturale è responsabilità dell’ente.
- Familiari, caregiver e volontari devono essere istruiti, informati e coinvolti. La partecipazione attiva del paziente e della famiglia è oggi riconosciuta come fattore protettivo. Informare significa prevenire, e prevenire significa ridurre eventi avversi e contenziosi.
- La segnalazione degli eventi avversi e dei quasi‑eventi è un dovere professionale e un diritto del paziente. La Legge 24/2017 ha istituito il Sistema Nazionale Linee Guida e rafforzato i Centri di gestione del rischio: segnalare non è “fare la spia”, ma contribuire alla sicurezza collettiva. Ogni evento non segnalato è un’occasione persa per evitare che accada di nuovo.
- La formazione continua non è più un’opzione ma un obbligo giuridico (ECM). Aggiornarsi significa proteggere il paziente e proteggere se stessi. La competenza è la prima forma di prevenzione del rischio clinico e la più solida difesa in sede medico‑legale.
La sicurezza del paziente, oggi, è un ecosistema: richiede metodo, cultura, responsabilità e soprattutto documentazione accurata. È il terreno in cui si incontrano qualità, etica e diritto. E ogni professionista, ogni giorno, contribuisce a costruirla.
Bibliografia essenziale
- Legge 24/2017 (Gelli‑Bianco) – Sicurezza delle cure e responsabilità professionale.
- Ministero della Salute – Raccomandazioni per la prevenzione degli eventi avversi (aggiornate).
- OMS (2009–2023) – “Clean Care is Safer Care”, “Global Patient Safety Action Plan”.
- Joint Commission International – International Patient Safety Goals.
- Agenas – Documenti sul rischio clinico e gestione della sicurezza.
- Manuale “Sicurezza dei pazienti e gestione del rischio clinico”, Ministero della Salute.
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