Proseguendo nel percorso avviato con la sentenza Travaglino, il secondo tassello che la Cassazione individua riguarda la gestione della biancheria ospedaliera come vero snodo di sicurezza clinica. Ogni fase — dalla raccolta al lavaggio, dal confezionamento allo stoccaggio — rappresenta un punto critico nella prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA).
Quando queste procedure non sono applicate con rigore, documentate, tracciate e verificate, l’intero sistema di controllo del rischio biologico si indebolisce.
Per questo, nell’ambito dell’onere probatorio richiesto per le ICA, le strutture devono poter dimostrare non solo l’esistenza di protocolli aggiornati, ma anche la loro effettiva applicazione quotidiana.
La biancheria, spesso percepita come elemento “silenzioso” del processo assistenziale, diventa così un indicatore concreto della qualità organizzativa e della cultura della sicurezza.
Le indicazioni per la raccolta, il lavaggio e la disinfezione della biancheria in ospedale devono essere chiare, dettagliate e seguire rigorosamente le norme di igiene e sicurezza previste dalle autorità sanitarie.
Punti che richiedono massima attenzione:
1. Raccolta della biancheria: la biancheria sporca deve essere raccolta in sacchi differenziati (biancheria normalmente sporca e biancheria a rischio infettivo) e posta in appositi contenitori chiusi, che devono essere disinfettati regolarmente. Il personale addetto alla raccolta deve indossare i DPI idonei previsti dal protocollo.
2. Trasporto della biancheria: la biancheria sporca deve essere trasportata in sacchi differenziati (normale e rischio infettivo), in contenitori chiusi che devono essere disinfettati regolarmente. Il personale addetto alla raccolta deve indossare i DPI idonei previsti dal protocollo.
3. Lavaggio della biancheria: la biancheria deve essere lavata a temperatura elevata e con detergenti specifici per la disinfezione. È importante che il processo di lavaggio segua le indicazioni del produttore del detergente e che venga effettuato un corretto dosaggio del detergente.
4. Asciugatura della biancheria: la biancheria deve essere asciugata completamente, preferibilmente utilizzando un'asciugatrice a caldo.
5. Piegatura e confezionamento della biancheria: la biancheria pulita deve essere piegata e confezionata in contenitori chiusi, che devono essere disinfettati regolarmente. Il personale addetto alla raccolta deve indossare i DPI idonei previsti dal protocollo.
6. Stoccaggio della biancheria: la biancheria pulita deve essere stoccata in un'area pulita e asciutta, lontana da fonti di contaminazione.
7. Verifiche:
- Applicazione dei protocolli e delle procedure: nello stabilimento in fase di produzione e in ospedale in fase operativa (Documentare i materiali utilizzati, le verifiche effettuate, la tracciabilità di ogni fase, lo stoccaggio della biancheria pulita e sporca)
- Stato degli armadi nelle varie UU.OO.CC. (chiusi, idonei e in quantità sufficiente);
- Formazione del personale: (il personale addetto alla manipolazione della biancheria riceva una formazione adeguata sulla gestione igienica della biancheria):
- Corretta applicazione delle procedure di igiene e sicurezza.
- Documenti di Tracciabilità in tutte le fasi.
Competenza: U.O.C. Direzione Medica di Presidio;
Collaborazione: Ditta in service per la Biancheria piana e Camici e divise; Direttori e Coordinatori Inf. U.O.C.; Servizio infermieristico;
Approfondimento
- Ministero della Salute – Linee guida per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).
- ISS – Istituto Superiore di Sanità, Rapporti ISS COVID e documenti su igiene ambientale e gestione dei tessili sanitari.
- WHO – Guidelines on Core Components of Infection Prevention and Control Programmes.
- ECDC – Infection Prevention and Control Measures in Healthcare Settings.
- UNI EN 14065 – Sistemi di controllo della biocontaminazione per tessili trattati in lavanderia.

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