Memorazione: ciò che non scriviamo non è mai accaduto
Nel contesto operativo, sanitario e assistenziale, scrivere è un atto di tutela.
Digitare sul diario informatico, prendere nota, mettere nero su bianco ciò che accade in situazioni critiche o “strane” rispetto alla routine, è spesso vissuto come superfluo, scomodo, persino rischioso. Molti pensano: “Se non lo scrivo, non mi espongo”. Errore fatale!
In ambito forense, ciò che non è scritto non esiste. La giurisprudenza è chiara: ciò che non è documentato non è mai avvenuto. Viceversa, ciò che è scritto, firmato, datato e contestualizzato, è vero fino a querela di parte. Questo principio trasforma la Memorazione (ne avevo accennato l'utilità in un post del 2011) in uno scudo professionale, capace di proteggere il lavoratore da attribuzioni arbitrarie, ricostruzioni ex post e responsabilità improprie.
La mia esperienza: la scrittura mi ha protetto
Nel corso degli anni (33) in emergenza intra e extra ospedaliera, ho vissuto episodi critici, borderline, dove la routine non bastava. In alcuni di questi, la Memorazione dettagliata – redatta subito dopo l’intervento, con dati, orari, emozioni, motivazioni e contesto – mi ha evitato un avviso di garanzia. Senza quelle relazioni, sarei stato esposto a interpretazioni, omissioni, silenzi. Con quelle relazioni, ho dimostrato la realtà dei fatti, la logica dell’azione, la trasparenza dell’intento.
La memoria
A) La “Memorazione”: quando il ricordo diventa documento
- Elementi oggettivi: dati, orari, sequenze, comportamenti osservabili, parametri misurabili.
- Elementi soggettivi: percezioni, emozioni, motivazioni, stati interni che hanno influenzato l’azione.
- Elementi contestuali: condizioni ambientali, dinamiche relazionali, vincoli organizzativi.
- Tracce documentali: ordini di servizio, protocolli, registrazioni, comunicazioni interne.
La Memorazione permette di trasformare un ricordo potenzialmente fallace in una traccia probatoria coerente, verificabile e difendibile.
B) Perché la Memorazione è uno strumento di tutela
Affidare la propria memoria professionale a un supporto cartaceo o informatico offre vantaggi decisivi:
1. Stabilizza il ricordo: la scrittura blocca l’inevitabile deterioramento mnestico, preservando dettagli che, col tempo, verrebbero distorti o dimenticati.
2. Ricostruisce la logica dell’azione: la Memorazione non si limita a dire cosa è accaduto, ma chiarisce perché si è agito in un certo modo, rendendo trasparente il processo decisionale.
3. Documenta le criticità assistenziali o operative: quando emergono anomalie, conflitti, omissioni o condizioni di rischio, la Memorazione diventa un presidio di tutela personale e organizzativa.
4. Rende visibile la realtà percepita: in caso di contestazioni, la Memorazione permette di dimostrare la realtà dei fatti così come vissuta e documentata dal professionista, riducendo il rischio di attribuzioni arbitrarie o ricostruzioni ex post.
5. Supporta la memoria difensiva: in ambito sanitario e assistenziale, dove la responsabilità è elevata, la Memorazione è spesso l’unico strumento capace di ricostruire fedelmente un episodio critico.
C) Un processo attivo, non un deposito passivo
La Memorazione non è un archivio di dati: è un percorso di ricostruzione analitica, che connette:
- Percezioni
- Decisioni
- Azioni
- Evidenze documentali
- Contesto operativo
È un atto di responsabilità professionale che tutela il lavoratore, l’utente e l’organizzazione.
D) Scrivere è responsabilità, non debolezza
La Memorazione non è un atto difensivo: è un presidio di legittimità.
È il modo con cui il professionista:
- Dimostra di aver agito con coscienza e competenza;
- Ricostruisce la sequenza logica e operativa; Documenta le criticità e le anomalie;
- Documenta le criticità e le anomalie;
- Protegge sé stesso, l’utente e l’organizzazione;
- Scrivere è ricordare.
- Scrivere è dimostrare. Scrivere è difendersi.
- Scrivere è legittimare la propria azione professionale.
- Baddeley, A. (2015). Memory: A Very Short Introduction. Oxford University Press.
- Tulving, E. (2002). Episodic Memory: From Mind to Brain. Annual Review of Psychology.
- Loftus, E. (2005). Planting misinformation in the human mind. Learning & Memory.
- Conway, M. A. (2009). Episodic memories. Neuropsychologia.
- Kahneman, D. (2011). Thinking, Fast and Slow. Farrar, Straus and Giroux.
- Norman, D. A. (1988). The Psychology of Everyday Things. Basic Books.
- Linee guida sulla documentazione sanitaria – Ministero della Salute.
- Codice Deontologico delle Professioni Sanitarie (FNOPI, FNOMCeO, Ordini TSRM-PSTRP).

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