venerdì 7 luglio 2023

Le Infezioni correlate all'assistenza (ICA) ed il lavaggio delle mani

 L'A.O. OO.RR. Villa Sofia Cervello, nell'ambito delle problematiche legate alle ICA, ha organizzato un corso di aggiornamento per i dipendenti in quattro edizioni: 24/05/2023, 22/06/2023,05/10/2023 e 05/11/2023.

Il taglio dato al corso è volutamente pratico mostrando i risultati ottenuti dai Gruppi Operativi per il Controllo delle Infezioni Ospedaliere riguardanti  gli studi di Prevalenza e Incidenza (protocolli ECDC) effettuati, lo stato dei Microrganismi multi-resistenti in Azienda, le verifiche sul lavaggio delle mani degli operatori, la modulistica utilizzata dai GG.OO. -CIO per le azioni di sorveglianza e verifica, le ICA in ambito neonatale e le problematiche medico-legali correlate alle ICA alla luce della nuova sentenza della Corte di Cassazione degli oneri probatori ( di cui ne parlerò nel prossimo post).

mercoledì 14 settembre 2022

13 settembre 2022, Giornata mondiale per lotta alla sepsi

 E' trascorsa ieri 13 settembre 2022, nel silenzio assoluto la Giornata mondiale per la lotta alla sepsi. 

Tra il funerale della regina, la guerra in Ucraina e gli argomenti CoVid, era l'argomento "meno importante" giornalisticamente parlando da affrontare. Riporto i dati del sito del MdS augurandomi che per il futuro si ponga maggiore attenzione a un argomento così importante ma subdolo, che miete vittime più di una qualsiasi guerra tradizionale in tutto il mondo.

https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5987

Ogni anno, in tutto il mondo, il 13 settembre viene celebrata la Giornata mondiale per la lotta alla sepsi World Sepsis Day. Si tratta di un’iniziativa globale, quest'anno alla sua decima edizione, volta ad accrescere la consapevolezza pubblica su questo tema, per migliorare la prevenzione, il riconoscimento e la gestione clinica della sepsi, in particolare nei Paesi in via di sviluppo (Low-to-Middle-Income Country, LMIC), ma anche nel nostro Paese. Anche quest’anno il Ministero della Salute rinnova il proprio impegno nel sostenere la campagna promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).  

Dati epidemiologici

La sepsi è la grave complicanza di un'infezione, che danneggia tessuti e organi compromettendone il funzionamento e che può portare a shock, insufficienza multiorgano e morte, soprattutto se non riconosciuta e non trattata prontamente. 

Nel mondo sono circa 47-50 milioni i casi di sepsi, che si verificano ogni anno nel mondo, l'80% dei quali avvengono in comunità. Nel 40% dei casi si tratta di bambini di età inferiore ai 5 anni. In Europa si registrano circa 700mila casi di sepsi. Globalmente, 1 decesso su 5 è associato a sepsi, per un totale di almeno 11 milioni di decessi l’anno. Inoltre la letteratura scientifica dimostra che gli effetti a lungo termine della sepsi, noti come sindrome post-sepsi, si verificano fino al 50% dei sopravvissuti, i quali soffrono di sequele fisiche, cognitive e psicologiche persistenti. Il recupero può richiedere mesi o anni.

In Italia, il numero di certificati di morte che hanno riportato sepsi è aumentato da 18.939 nel 2003 a 49.010 nel 2015 (dal 3 all'8% di tutti i decessi in Italia registrati in questi anni). La sepsi rappresenta,  quindi, non solo una sfida clinica, ma anche un importante problema di salute pubblica.

Molti pazienti colpiti da sepsi hanno bisogno di trasfusioni di sangue o di emoderivati. Pertanto, disporre di una riserva sicura di sangue è una parte importante della lotta alla sepsi in tutto il mondo. Alcune persone sono più a rischio di sepsi, come le persone con malattie croniche a polmoni, fegato, cuore, coloro senza milza, o con un sistema immunitario indebolito, i bambini di età inferiore a un anno, gli adulti over 60. I pazienti affetti da malattie oncologiche hanno un rischio di sepsi 10 volte maggiore e il 43% di probabilità in più di morire di sepsi rispetto a pazienti non oncologici. Il fumo è un fattore di rischio di sepsi, poiché aumenta il rischio di infezione respiratorie.

Le grandi disuguaglianze sanitarie e la relativa attenzione prestata alla sepsi sono state aggravate dalla pandemia di COVID-19. Per questo, diverse società e iniziative internazionali, come le risoluzioni WHA (World Health Assembly) più recenti, The European Society of Intensive Care Medicine (ESICM), The Global Sepsis Alliance (GSA) e The Society of Critical Care Medicine (SCCM), sottolineano la necessità di mantenere l'attenzione sulle misure di prevenzione delle infezioni e di utilizzare le piattaforme digitali di successo istituite con la pandemia COVID-19 per sostenere la lotta alla sepsi.

Cosa fare

Per prevenire la sepsi è necessario prevenire le infezioni, soprattutto quelle correlate all’assistenza, mediante la frequente igiene delle mani eseguita correttamente, l’applicazione scrupolosa delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) nei setting di cura e l’aggiornamento periodico del personale sanitario in materia di IPC e infezioni antimicrobico-resistenti, l’uso delle vaccinazioni disponibili. 

Dal 2016 la Global Sepsis Alliance organizza, ogni anno, un simposio per celebrare la Giornata. Quest’anno, l’evento Making sepsis a national and global health priority si terrà a Berlino e potrà essere seguito in streaming.

 Per saperne di più

 

sabato 19 settembre 2020

Infermiere e frammentazione professionale, etica e culturale. Parte 1

 

Da tempo assistiamo alla proliferazione di nuove associazioni, gruppi e micro‑movimenti infermieristici che avanzano rivendicazioni spesso legate a interessi individuali o di nicchia. Questa frammentazione continua dimostra quanto la nostra storia professionale non sia stata compresa fino in fondo: invece di consolidare un fronte unitario, disperdiamo energie in aggregazioni marginali, incapaci di incidere realmente sul destino della categoria.

La domanda è inevitabile: perché la Professione infermieristica non riesce a costruire una sintesi forte, condivisa e strategica degli obiettivi fondamentali della categoria? Anche l’Ordine – già Collegio, per anni percepito come distante – non ha saputo esercitare un ruolo incisivo, frenato da dinamiche politiche che hanno limitato la sua capacità di rappresentanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disagio professionale diffuso, insoddisfazione, fuga dalla professione, demansionamento, svalutazione economica e contrattuale.

Eppure, la nostra storia ha prodotto segnali chiarissimi, spesso ignorati. Un elenco – non esaustivo – delle principali criticità che hanno indebolito la compattezza e l’identità della categoria:

  • Accesso alla professione con modalità improvvisate, come il passaggio da ausiliario ad infermiere tramite semplice lettera del primario.

  • Riqualificazioni accelerate degli infermieri generici con soli sei mesi di corso.

  • Percorsi formativi ridotti (due anni di scuola superiore) fino agli anni ’90.

  • Abolizione del mansionario senza una visione evolutiva chiara e condivisa.

  • Diploma di scuola media superiore come requisito per il diploma universitario.

  • Diploma di scuola media superiore come requisito per la laurea breve.

  • Proliferazione di master universitari, soprattutto online, spesso privi di reale spendibilità.

  • Lauree brevi “creditizie” ottenute tramite percorsi ridotti.

  • Business delle lauree e degli aggiornamenti professionali online.

  • Legge sulle Professioni specialistiche mai resa operativa per ragioni politiche.

  • Formazione universitaria sottratta agli infermieri e indirizzata altrove (MED45).

  • Eterogeneità politica e accademica dei percorsi universitari, incluse le lauree magistrali.

  • Dirigenza infermieristica ostacolata politicamente e mai pienamente attuata.

  • Transizione da IPASVI a Ordine senza una visione strategica del “dopo”.

  • Professione oggi laureata e iper-qualificata, ma ancora incardinata in un contratto pensato per operatori tecnici.

Questi elementi delineano una realtà professionale frammentata, disomogenea, priva di un’identità corporativa forte e riconosciuta. Una categoria in cui convivono professionisti con background culturali diversi, anche a parità di percorso universitario, generando conflitti, incomprensioni e una debolezza strutturale che si ripercuote sul presente e sul futuro della professione.

Finché gli interessi individuali continueranno a prevalere sugli interessi collettivi, la Professione infermieristica rimarrà vulnerabile, divisa e facilmente manipolabile. Solo una visione corporativa unitaria, fondata su obiettivi comuni e non negoziabili, potrà restituire forza, dignità e potere contrattuale alla categoria.

  

mercoledì 21 agosto 2019

Giornata mondiale dell’igiene delle mani

Giornata mondiale dell’igiene delle mani
Il 5 maggio scorso si è svolta la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, indetta ogni anno dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo slogan “Clean care for all – it's in your hands (Cure pulite per tutti - è nelle tue mani)” sottolinea l’importanza di tenere le mani pulite (lavandole o utilizzando una soluzione idroalcolica) al fine di prevenire la diffusione di infezioni trasmissibili specialmente in ambienti ospedalieri. Con l’occasione il ministero della Salute, in sinergia con l'Istituto superiore di sanità (Iss) e l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha organizzato per il 9 maggio a Roma il convegno “L’igiene delle mani: strumento per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e dell’antimicrobico-resistenza” rivolto in particolare al personale di enti, istituzioni sanitarie e di ricerca. Inoltre l’Oms ricorda l'indagine “WHO Global Survey on Infection Prevention and Control (IPC) and Hand Hygiene”, attiva fino al 16 luglio 2019 e disponibile anche in italiano, per monitorare a livello globale lo stato di attuazione dei programmi di prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza (Ica) e di promozione dell’igiene delle mani nelle strutture sanitarie. Le strutture sanitarie che vogliono contribuire partecipando alla indagine Oms si possono collegare al link dedicato entro il 16 luglio 2019; le istruzioni e maggiori dettagli sono riportati nella nota del ministero della Salute (pdf 387 kb). Per approfondire consulta: la pagina dell’Oms dedicata alla Giornata, la pagina sul sito dell’Ecdc dedicata al “World Hand Hygiene Day 2019”, il Primo Piano sul sito dell’Iss, il comunicato sul sito del ministero della Salute.
da (https://www.epicentro.iss.it/infezioni-correlate/aggiornamenti)

giovedì 6 giugno 2019

Microrganismi MDR e PDR: infezione / colonizzazione da batteri multiresistenti / panresistenti. Screening per MDR, con tampone rettale.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 ha incluso tra gli obiettivi prioritari per la prevenzione dell’antibiotico-resistenza e delle ICA, il miglioramento dei sistemi di sorveglianza, monitoraggio e degli interventi di controllo negli ospedali. 
Lo studio multicentrico  “Choosing Wisely Italy Multiresist” "Progetto di studio sulla segnalazione nella lettera di dimissione/trasferimento del paziente di infezione/colonizzazione da batteri multiresistenti del 2018, ha focalizzato l’attenzione su particolari microrganismi MDR isolati dal laboratorio di Microbiologia: -(Staphylococcus aureus meticillino- resistente; Clostridium difficile; Klebsiella pneumoniae e altri Enterobatteri resistenti a meropenem e/o imipenem; Acinetobacter baumannii resistente a meropenem e/o imipenem; Pseudomonas aeruginosa resistente a meropenem e/o imipenem; Enterococchi vancomicina resistenti VRE), permettendone una intercettazione precoce all’ingresso del paziente, così da pianificare efficacemente il loro controllo nelle attività assistenziali.
Infatti, la possibilità di disporre al momento del ricovero della informazione su eventuali colonizzazione da microrganismi MDR del paziente, permette un isolamento preventivo che contribuisce a ridurre la diffusione ospedaliera degli stessi. 
La letteratura raccomanda di sottoporre a screening per MDR, tramite tampone rettale, tutti i soggetti identificati come:
  1. Pazienti provenienti da altro nosocomio o recentemente ricoverati in ospedale (negli ultimi tre mesi) o provenienti da strutture territoriali per anziani, precedentemente identificati come colonizzati o infetti che vengano nuovamente ricoverati in ospedale; (CDC 2006, IB; BSAC/HIS/ICNA, IB; SHEA 2003, IB).
  2. Pazienti provenienti da altri Paesi ove la diffusione di MDR è endemica (es. Grecia, Cipro, India, Pakìstan, Colombia, Israele, Stati Uniti d'America)..
  3. Contatti di pazienti con infezione o colonizzazione da batteri MDR (in caso di focolaio epidemico), ovvero "ciascun paziente assistito dalla stessa equipe di un paziente infetto o colonizzato da MDR" . 
  4. Pazienti che vengono ricoverati o trasferiti in/da reparti a rischio, quali Terapia Intensiva, Oncologia, Ematologia, Neuro-Riabilitazione, Unità spinale, Pneumologia e Chirurgia dei trapianti poiché la corretta e tempestiva trasmissione dell’informazione sulla positività per microrganismi MDR,  permette di adottare precocemente provvedimenti e/o le decisioni in modo consono al problema.
Per questi pazienti:
  • Segnalare la positività alla struttura/reparto/medico che prenderà in cura il paziente (Barton, IB; BelgioI; CDC 2006, IB; Francia CCLIN, Ind/FR; Germ.ia RKI-KRINKO, IB) . - Consegnare la “Scheda C” (lasciata in cartella dal GO.IO) “COMUNICAZIONI AL PAZIENTE, FAMILIARI E CAREGIVER e STRUTTURE RESIDENZIALI per anziani in cui sono presenti le indicazioni per i pazienti colonizzati da germi multiresistenti che vengono dimessi dall’ospedale o trasferiti”. 
  • Segnalare la positività anche sulla richiesta di esami strumentali, in modo che possano essere messe in atto le adeguate precauzioni da contatto (Francia CCLIN, FR). 
  • Segnalare la positività all’U.O.C./Servizio di destinazione e al GOIO, appena avuto il referto (Barton, IB).
  • Avvisare sempre il reparto di provenienza/ destinazione (Germania RKI-KRINKO, IB) in caso di riscontro di positività per microrganismi MDR di un paziente appena trasferito/ricoverato in/da altro U.O.C./Servizio.

La nuova sfida dei prossimi anni? Riconoscere che ogni operatore sanitario e ausiliario è parte attiva e fondamentale nel sistema salute. Non esistono ruoli minori, ma responsabilità condivise.

Professionisti e protagonisti: Ognuno di noi può esserlo, ogni giorno, in ogni gesto, in ogni decisione. La cultura della prevenzione è il primo presidio contro la diffusione di agenti patogeni.

DIFFONDIAMO CULTURA, NON DIFFONDIAMO GERMI!

venerdì 10 maggio 2019

Contenzione (Legare i pazienti) lecita o illecita. Tra problematiche giuridiche e deontologiche

(da L.Benci) "E’ possibile, è lecito, è corretto “legare” un malato? Sono leciti i mezzi di contenzione? E’ possibile chiudere un reparto di degenza – o dotarlo di sistemi di ritenuta di porte e finestre – per impedire a chi è dentro di uscire? E’ lecito trattenere un paziente non competent per evitare che esca? E’ possibile contenere un paziente che minaccia di dislocarsi un device salvavita? E’ possibile sedare un paziente agitato, violento e che pone in essere atteggiamenti auto e eteroaggressivi?
Stiamo parlando della delicata materia della contenzione che agita, giustamente, gli animi e le coscienze di tutti coloro che sono a contatto diretto con una grande parte di persone assistite che vengono sottoposte a una qualche misura di contenzione."