martedì 31 marzo 2026

La tracciabilità oraria delle attività di prevenzione delle ICA: onere probatorio m)

 

Nel ragionamento della sentenza Travaglino, l’indicazione dell’orario effettivo in cui vengono svolte le attività di prevenzione del rischio infettivo non è un dettaglio operativo, ma un indice della capacità dell’ospedale di garantire continuità, regolarità e verificabilità delle misure di controllo. La giurisprudenza considera la dimensione temporale come parte dell’onere probatorio: ciò che non è tracciato nel tempo non è dimostrabile.

1. Orari di pulizia e disinfezione: la prova della regolarità

La pulizia e la disinfezione dei reparti, delle superfici e degli strumenti devono essere eseguite secondo un programma definito, con orari:

  • Di inizio e fine attività,
  • Differenziati per aree a rischio,
  • Registrati e verificabili.

La valutazione della regolarità temporale è indice di affidabilità perchè un reparto che non documenta quando è stato sanificato non può sostenere di aver garantito un ambiente sicuro.

2. Orari dei controlli microbiologici e della sorveglianza epidemiologica

La sorveglianza deve essere scandita nel tempo. La struttura deve indicare:

  • Quando vengono prelevati i campioni,
  • Quando vengono analizzati,
  • Quando vengono comunicati i risultati.

La tempestività è un criterio decisivo: un controllo, una comunicazione eseguite troppo tardi può compromettere la capacità di intercettare un focolaio.

3. Orari degli interventi di disinfestazione

Gli interventi di disinfestazione/derattizzazione (esterna e interna) devono essere programmati e registrati. La Corte richiede:

  • Date e orari,
  • Aree interessate,
  • Personale coinvolto.

La disinfestazione/derattizzazione è un presidio di prevenzione ambientale: la sua tracciabilità è essenziale.

4. Orari del cambio biancheria: la gestione del rischio da materiali tessili

Il cambio della biancheria è un’attività che incide sulla carica microbica ambientale. La struttura deve documentare:

  • Orari dei cambi,
  • Frequenza,
  • Eventuali interventi straordinari.

La gestione della biancheria è considerata un elemento della catena di prevenzione.

  • 5. Orari della raccolta e del trattamento dei rifiuti ospedalieri

La raccolta dei rifiuti sanitari deve essere eseguita in orari definiti per evitare accumuli, sversamenti e contaminazioni. La documentazione deve indicare:

  • Orari di raccolta,
  • Orari di trasporto,
  • Orari di trattamento.

La gestione dei rifiuti è un punto critico della prevenzione delle ICA.

6. Aggiornamento e trasparenza: la dimensione organizzativa

La giurisprudenza attribuisce rilievo alla trasparenza: gli orari devono essere:

  • Aggiornati regolarmente,
  • Comunicati al personale,
  • Disponibili ai pazienti quando rilevante.

La trasparenza è un indice di maturità organizzativa.

7. La dimensione temporale come prova della governance

Il punto m) mostra come la giurisprudenza utilizzi la tracciabilità oraria per valutare la continuità e l’efficacia del sistema di prevenzione. Un ospedale che documenta tempi, frequenze e regolarità dimostra di avere un’organizzazione capace di prevenire le ICA. Un ospedale che non lo fa espone una vulnerabilità che incide sulla responsabilità.

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