martedì 25 agosto 2026

CCNL Sanità 2025_2027 – Una lettura forense di ciò che non è stato recepito.

 





Giuseppe Martorana
Infermiere Forense - ICI -G.O. CIO

Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2025/2027 introduce "incrementi" economici (che accontentano tutti) aggiornando alcuni profili. Ma se leggiamo il testo valutando la coerenza dell’impianto, tenuta probatoria, ricadute organizzative, e responsabilità effettive, emerge con chiarezza ciò che non è stato recepito delle osservazioni presentate dai sindacati di categoria come Nursing Up.

Non si tratta di dettagli. Si tratta delle fondamenta del sistema professionale.

1. La mancata distinzione tra incarico organizzativo e incarico professionale

La richiesta era semplice: definire la funzione. Il contratto non lo fa.

Una lettura forense: senza una tipizzazione chiara, l’incarico diventa una categoria “a contenuto variabile”, esposta a interpretazioni aziendali e a sovrapposizioni che rendono difficile stabilire chi risponde di cosa.

La responsabilità professionale non può poggiare su categorie indeterminate.

2. La tabella delle aree e degli incarichi resta sovrapposta e sovradimensionata

Nessuna revisione delle soglie. Nessun riconoscimento economico proporzionale alla complessità.

Una lettura forense: un incarico “sovradimensionato” senza adeguata valorizzazione produce una asimmetria tra funzione e compenso. In termini probatori, significa che la complessità non è riconosciuta come elemento qualificante della prestazione.

3. Titoli aggiuntivi: nessuna valorizzazione differenziata

La richiesta era lineare: se chiedi un titolo ulteriore, devi riconoscerne il peso.

Una lettura forense: si crea una disparità strutturale tra professioni sanitarie e altri profili. Il possesso di competenze avanzate non genera alcuna “traccia economica” che ne certifichi il valore. È un vuoto che incide sulla costruzione della professionalità specialistica.

4. Ripartizione delle risorse: nessun criterio percentuale

Il contratto continua a guardare alla distribuzione reale, non alla platea potenziale.

Una lettura forense: si comprimono le opportunità di accesso agli incarichi, soprattutto quelli specialistici. La platea non è un dato neutro: è un elemento che determina chi può essere valorizzato e chi no.

5. Incarico di complessità di base: nessun valore minimo

La soglia dei 1.500 euro non è stata recepita.

Una lettura forense: la complessità di base resta una categoria “economicamente fragile”. Se la complessità non ha un valore minimo garantito, non è una complessità: è un’etichetta.

6. Straordinario legato agli incarichi: nessuna disciplina dedicata

Nessuna previsione che lo straordinario gravi sul budget dell’incarico.

Una lettura forense: si crea una zona grigia tra attività ordinaria e attività aggiuntiva. La prestazione oltre l’orario dovuto resta priva di un ancoraggio economico coerente con la funzione svolta.

7. Rinnovo degli incarichi: non automatico

La richiesta era chiara: rinnovo automatico salvo valutazione negativa motivata.

Una lettura forense: il rinnovo resta un atto discrezionale. La discrezionalità, quando non è bilanciata da criteri oggettivi, diventa un punto di vulnerabilità organizzativa.

8. Responsabilità e compenso: nessuna correlazione

Non è stata introdotta una struttura che colleghi livello di responsabilità e valore economico.

Una lettura forense: la responsabilità resta un concetto evocato, non misurato. Un sistema che non quantifica la responsabilità non può valorizzarla.

9. Specificità delle professioni sanitarie: non riconosciuta in modo strutturale

La richiesta era di principio: riconoscere la centralità delle professioni sanitarie nel SSN.

Una lettura forense: il contratto continua a trattare le professioni sanitarie come “parte del comparto” non come struttura portante. La specificità non è un privilegio: è un dato di realtà. Non riconoscerla significa indebolire la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute.

10. Conclusione: ciò che manca è l’architettura

Il CCNL migliora appena la parte economica, ma non interviene sul sistema. Non corregge le zone d’ombra, non rafforza le responsabilità, non valorizza la complessità, non riconosce la specificità delle professioni sanitarie. È un contratto che aumenta le risorse, ma non aumenta la maturità organizzativa.

E quando la struttura non cambia, la professione resta esposta. Non per mancanza di valore, ma per mancanza di riconoscimento.

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