Luca Benci, giurista ed ex‑infermiere, ha analizzato in più occasioni la Legge Gelli‑Bianco e suo impatto sulla professione infermieristica.
In estrema sintesi: L. Benci ha sempre considerato la Gelli‑Bianco una riforma ambigua, incompleta e potenzialmente dannosa per le professioni sanitarie, inclusi gli infermieri, soprattutto per la mancata chiarezza normativa, per i rischi assicurativi e per l’uso improprio delle linee guida.
1. Criticità strutturali della legge
Secondo Benci, la Gelli‑Bianco:
- Non ha risolto il problema della responsabilità sanitaria, ma lo ha complicato;
- Ha creato una paralisi applicativa per la mancata emanazione dei decreti attuativi, soprattutto in ambito assicurativo;
- Ha generato incertezza giuridica per tutti gli esercenti le professioni sanitarie.
2. Implicazioni specifiche per gli infermieri
- Aumenta la responsabilità diretta dell’infermiere
- Con il superamento del concetto di “ausiliarietà”, l’infermiere risponde personalmente delle proprie scelte assistenziali, non solo dell’esecuzione tecnica.
- Introduce un uso improprio delle linee guida che possano diventare un paracadute penale o un vincolo rigido perchè:
- Molte linee guida non sono pensate per l’assistenza infermieristica;
- L’assistenza richiede adattamento al caso concreto, non applicazione meccanica;
- Il rischio è trasformare l’infermiere in un esecutore burocratico.
- Rafforza l’obbligo assicurativo, ma senza chiarezza
- La legge impone assicurazioni obbligatorie, ma:
- Non definisce con precisione massimali, franchigie, retroattività, ultrattività;
- Espone gli infermieri al rischio di polizze inadeguate o non conformi.
- Mantiene la rivalsa per colpa grave
La struttura può rivalersi sull’infermiere solo per colpa grave, ma:
- La definizione di colpa grave resta vaga;
- Il rischio economico rimane significativo (fino al triplo della retribuzione annua).
3. Il nodo giuridico dell’inquadramento dell’infermiere
- Pubblico ufficiale?
- Incaricato di pubblico servizio?
Questa incertezza:
- Incide sulla responsabilità penale e civile;
- Si intreccia con la Gelli‑Bianco, che ridefinisce la responsabilità sanitaria senza chiarire lo status giuridico dell’infermiere.
Conclusione
Il punto non è sottrarsi alla responsabilità. Il punto è comprendere che non può esistere vera responsabilità professionale senza chiarezza normativa, riconoscimento giuridico e tutela concreta. Finché l’infermiere resterà sospeso tra autonomia crescente e identità giuridica indefinita, continueremo ad avere professionisti chiamati a decidere sempre di più, ma protetti sempre di meno. La sanità moderna non ha bisogno di professionisti lasciati soli. Ha bisogno di regole chiare, dignità professionale e responsabilità condivise.
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