Ho condiviso l’analisi di Luca Benci su “Esiste l’infermieristica legale e forense?”, pubblicata su Quotidiano Sanità.
La lettura lascia un retrogusto amaro: anni di illusioni, slogan e promesse infondate hanno alimentato un vero e proprio business mediatico ed economico, costruito sulle aspettative di tanti professionisti che avevano scelto questa area con passione e senso di responsabilità.
Questa distorsione — figlia anche di una comunicazione superficiale da parte dell’ex IPASVI — ha prodotto confusione, disorientamento e un danno culturale che oggi paghiamo tutti: professionisti, cittadini, sistema sanitario.
Eppure, proprio ora, abbiamo l’occasione di cambiare rotta.
Il recente protocollo FNOPI–CSM–CNF, in applicazione della Legge Gelli per perizie e consulenze tecniche d’ufficio, ci ricorda che l’Infermieristica "legale e forense" non è un’etichetta da esibire, ma una competenza da esercitare con rigore, metodo e responsabilità.
Serve un ripensamento profondo:
- Meno marketing, più contenuti
- Meno titoli, più competenze verificabili
- Meno promesse, più strumenti operativi per la pratica quotidiana
La sfida è reinventare questa specialistica rendendola finalmente utile, concreta, fruibile.
Come? Portando i temi complessi — responsabilità, rischio clinico, documentazione, tracciabilità, SNLG, perizie, sicurezza delle cure — dentro la quotidianità assistenziale, con linguaggi chiari e strumenti applicabili davvero nei reparti, nei servizi, nelle comunità.
Non teoria astratta, ma:
- Checklist operative
- Esempi di buona documentazione
- Casi clinici ragionati
- Micro-formazioni brevi e ripetibili
- Strumenti per leggere le norme senza subirle
- Modelli di comunicazione efficace con pazienti e famiglie
- Competenze forensi integrate nella pratica, non separate da essa
Solo così l’Infermieristica Forense può tornare ad essere ciò che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio: un patrimonio professionale, non un’illusione commerciale.
Buona meditazione, sì.
Ma soprattutto: buona ricostruzione.
Perché questa volta possiamo farla bene.
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