sabato 29 dicembre 2018

Choosing Wisely Italy: quando l’appropriatezza diventa un presidio di responsabilità forense

 

Il progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”, promosso da Slow Medicine, nasce con un obiettivo tanto semplice quanto cruciale: ridurre l’inappropriatezza clinica attraverso un dialogo trasparente tra professionisti sanitari, pazienti e cittadini.

Un dialogo che non riguarda solo la qualità delle cure, ma tocca direttamente il terreno della responsabilità professionale, dove ogni scelta diagnostica o terapeutica può assumere rilievo forense.

Il cuore del progetto: responsabilità e consapevolezza

Choosing Wisely si fonda su due pilastri:

  • Assunzione di responsabilità da parte dei professionisti sanitari, chiamati a valutare criticamente esami, trattamenti e procedure, evitando ciò che è inutile, ridondante o potenzialmente dannoso.

  • Partecipazione attiva dei pazienti, affinché le decisioni cliniche siano realmente informate e condivise.

In questa prospettiva, l’appropriatezza non è solo una buona pratica clinica: è un dovere giuridico, che si intreccia con i concetti di colpa professionale, consenso informato e tutela del paziente.

Il documento metodologico: un riferimento anche in ambito forense

Il testo “Aspetti di metodo delle raccomandazioni” chiarisce come vengono elaborate le raccomandazioni CW e in cosa differiscono dalle linee guida tradizionali. Pur non avendo la forza normativa delle linee guida validate ai sensi della Legge Gelli-Bianco, le raccomandazioni CW rappresentano comunque standard di condotta riconosciuti dalla comunità scientifica.

In sede giudiziaria, questo significa che possono essere utilizzate:

  • Per valutare la diligenza del professionista,
  • Per verificare la coerenza delle scelte cliniche,
  • Per accertare eventuali profili di negligenza, imprudenza o imperizia.

In altre parole, Choosing Wisely contribuisce a definire ciò che, in un determinato contesto clinico, può essere considerato “buona pratica”.

Le raccomandazioni delle Società Scientifiche (marzo 2018): un patrimonio di prevenzione del rischio

Le raccomandazioni pubblicate dalle Società Scientifiche e dalle Associazioni professionali italiane — raccolte e diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità — rappresentano un corpus di indicazioni operative che aiutano a:

  • Evitare esami inutili o ripetitivi,
  • Ridurre trattamenti privi di evidenza,
  • Prevenire rischi clinici derivanti da sovrautilizzo o inappropriatezza,
  • Promuovere scelte basate su evidenze e non su automatismi.

Dal punto di vista forense, queste raccomandazioni assumono un valore strategico: Dimostrano che il professionista ha agito secondo criteri di prudenza, proporzionalità e adeguatezza, elementi centrali nella valutazione della colpa.

Choosing Wisely come strumento di tutela legale

In un contesto sanitario sempre più complesso, dove il rischio clinico è costantemente monitorato e la responsabilità professionale è oggetto di crescente attenzione, Choosing Wisely offre:

  • Una guida per evitare condotte potenzialmente colpose,
  • Un supporto documentale per dimostrare la correttezza delle decisioni,
  • Un riferimento condiviso tra professionisti e pazienti, utile anche nella ricostruzione forense degli eventi.

La logica è chiara: fare meno quando serve meno, fare meglio quando serve davvero.

Una filosofia che, oltre a migliorare la qualità dell’assistenza, riduce l’esposizione a contenziosi e rafforza la cultura della sicurezza.

Conclusione: appropriatezza come presidio di legalità

Choosing Wisely Italy non è solo un progetto clinico, ma un vero e proprio strumento di governance professionale. Le sue raccomandazioni, pur non essendo linee guida in senso stretto, rappresentano un parametro di riferimento che può assumere rilievo in sede giudiziaria.

In un’epoca in cui la responsabilità sanitaria è sempre più scrutinata, l’appropriatezza diventa un atto di tutela: per il paziente, per il professionista, per l’intero sistema sanitario.


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