sabato 29 dicembre 2018

Dal sapere alla responsabilità: il valore forense del nuovo SNLG


La Legge 24/2017 non ha solo istituito il Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG): ha ridefinito il perimetro della responsabilità professionale.
SNLG è l'esempio di quando la buona pratica diventa parametro forense! Non si tratta di un semplice avanzamento culturale. Il SNLG è oggi criterio di riferimento per la valutazione della condotta sanitaria, sia in ambito clinico che in sede giudiziaria.

Le linee guida, fondate su evidenze robuste, non orientano solo il comportamento dei professionisti:


  • Forniscono ai giudici e ai consulenti tecnici un quadro metodologico condiviso, riducendo l’arbitrarietà interpretativa nei contesti peritali.

  • Richiamano i decisori e i manager sanitari a una responsabilità organizzativa misurabile, dove la qualità delle cure è anche parametro giuridico.

  • Stimolano la comunità scientifica a una produzione sistematica, aggiornata e criticamente fondata, rafforzando la base probatoria delle scelte cliniche.

Il SNLG non è solo uno strumento tecnico: è un dispositivo di trasparenza. Il coinvolgimento di cittadini e pazienti nella definizione dei bisogni rende più chiaro il patto di cura, più delimitata la responsabilità, più solida la fiducia.

In sintesi: Il SNLG è oggi architrave forense del Servizio Sanitario Nazionale. Chi opera nella sanità — a ogni livello — è chiamato a riconoscerlo, integrarlo, praticarlo.

Choosing Wisely Italy: quando l’appropriatezza diventa un presidio di responsabilità forense

 

Il progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”, promosso da Slow Medicine, nasce con un obiettivo tanto semplice quanto cruciale: ridurre l’inappropriatezza clinica attraverso un dialogo trasparente tra professionisti sanitari, pazienti e cittadini.

Un dialogo che non riguarda solo la qualità delle cure, ma tocca direttamente il terreno della responsabilità professionale, dove ogni scelta diagnostica o terapeutica può assumere rilievo forense.

Il cuore del progetto: responsabilità e consapevolezza

Choosing Wisely si fonda su due pilastri:

  • Assunzione di responsabilità da parte dei professionisti sanitari, chiamati a valutare criticamente esami, trattamenti e procedure, evitando ciò che è inutile, ridondante o potenzialmente dannoso.

  • Partecipazione attiva dei pazienti, affinché le decisioni cliniche siano realmente informate e condivise.

In questa prospettiva, l’appropriatezza non è solo una buona pratica clinica: è un dovere giuridico, che si intreccia con i concetti di colpa professionale, consenso informato e tutela del paziente.

Il documento metodologico: un riferimento anche in ambito forense

Il testo “Aspetti di metodo delle raccomandazioni” chiarisce come vengono elaborate le raccomandazioni CW e in cosa differiscono dalle linee guida tradizionali. Pur non avendo la forza normativa delle linee guida validate ai sensi della Legge Gelli-Bianco, le raccomandazioni CW rappresentano comunque standard di condotta riconosciuti dalla comunità scientifica.

In sede giudiziaria, questo significa che possono essere utilizzate:

  • Per valutare la diligenza del professionista,
  • Per verificare la coerenza delle scelte cliniche,
  • Per accertare eventuali profili di negligenza, imprudenza o imperizia.

In altre parole, Choosing Wisely contribuisce a definire ciò che, in un determinato contesto clinico, può essere considerato “buona pratica”.

Le raccomandazioni delle Società Scientifiche (marzo 2018): un patrimonio di prevenzione del rischio

Le raccomandazioni pubblicate dalle Società Scientifiche e dalle Associazioni professionali italiane — raccolte e diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità — rappresentano un corpus di indicazioni operative che aiutano a:

  • Evitare esami inutili o ripetitivi,
  • Ridurre trattamenti privi di evidenza,
  • Prevenire rischi clinici derivanti da sovrautilizzo o inappropriatezza,
  • Promuovere scelte basate su evidenze e non su automatismi.

Dal punto di vista forense, queste raccomandazioni assumono un valore strategico: Dimostrano che il professionista ha agito secondo criteri di prudenza, proporzionalità e adeguatezza, elementi centrali nella valutazione della colpa.

Choosing Wisely come strumento di tutela legale

In un contesto sanitario sempre più complesso, dove il rischio clinico è costantemente monitorato e la responsabilità professionale è oggetto di crescente attenzione, Choosing Wisely offre:

  • Una guida per evitare condotte potenzialmente colpose,
  • Un supporto documentale per dimostrare la correttezza delle decisioni,
  • Un riferimento condiviso tra professionisti e pazienti, utile anche nella ricostruzione forense degli eventi.

La logica è chiara: fare meno quando serve meno, fare meglio quando serve davvero.

Una filosofia che, oltre a migliorare la qualità dell’assistenza, riduce l’esposizione a contenziosi e rafforza la cultura della sicurezza.

Conclusione: appropriatezza come presidio di legalità

Choosing Wisely Italy non è solo un progetto clinico, ma un vero e proprio strumento di governance professionale. Le sue raccomandazioni, pur non essendo linee guida in senso stretto, rappresentano un parametro di riferimento che può assumere rilievo in sede giudiziaria.

In un’epoca in cui la responsabilità sanitaria è sempre più scrutinata, l’appropriatezza diventa un atto di tutela: per il paziente, per il professionista, per l’intero sistema sanitario.


Responsabilità professionale: nasce la polizza assicurativa per gli infermieri (legge 24/2017 Gelli)

Lanciata e patrocinata da FNOPI, è accessibile dal sito della Federazione (www.fnopi.it) a partire dal 1° gennaio 2019, rinvia il professionista alla piattaforma assicurativa per espletare tutti gli aspetti legati alla sottoscrizione:

Vantaggi:

  • Apertura del sinistro fin dalla ricezione di comunicazione secondo quanto prescrive l’articolo 13 della legge 24/2017 (la legge “Gelli”: “Obbligo di comunicazione all'esercente la professione sanitaria del giudizio basato sulla sua responsabilità”) da parte dell’Azienda di appartenenza;
  • Retroattività illimitata;
  • Postuma decennale: dopo la pensione con un solo premio annuale si è coperti per richieste danni che   dovessero pervenire nei  dieci anni successivi;
  • Massimale di 5 milioni di euro;
  • Copertura anche per i danni di natura patrimoniale legati ad ambiti amministrativi e gestionali;
  • Nessuna franchigia e/o scoperto;
  • Premio annuo lordo di 22 euro.

E' prevista per gli infermieri una consulenza telefonica dedicata tramite un apposito numero verde (800.433.980), erogata da qualificati professionisti del settore assicurativo (a partire dal 2 gennaio, orari: 9/12 e 14/16).
Dati FNOPI 
Scheda

sabato 22 dicembre 2018

Esiste l’infermieristica legale e forense?


Ho condiviso l’analisi di Luca Benci su “Esiste l’infermieristica legale e forense?”, pubblicata su Quotidiano Sanità.
La lettura lascia un retrogusto amaro: anni di illusioni, slogan e promesse infondate hanno alimentato un vero e proprio business mediatico ed economico, costruito sulle aspettative di tanti professionisti che avevano scelto questa area con passione e senso di responsabilità.

Questa distorsione — figlia anche di una comunicazione superficiale da parte dell’ex IPASVI — ha prodotto confusione, disorientamento e un danno culturale che oggi paghiamo tutti: professionisti, cittadini, sistema sanitario.

Eppure, proprio ora, abbiamo l’occasione di cambiare rotta. Il recente protocollo FNOPI–CSM–CNF, in applicazione della Legge Gelli per perizie e consulenze tecniche d’ufficio, ci ricorda che l’infermieristica legale e forense non è un’etichetta da esibire, ma una competenza da esercitare con rigore, metodo e responsabilità.

Serve un ripensamento profondo:

  • meno marketing, più contenuti

  • meno titoli, più competenze verificabili

  • meno promesse, più strumenti operativi per la pratica quotidiana

La sfida è reinventare questa specialistica rendendola finalmente utile, concreta, fruibile. Come? Portando i temi complessi — responsabilità, rischio clinico, documentazione, tracciabilità, SNLG, perizie, sicurezza delle cure — dentro la quotidianità assistenziale, con linguaggi chiari e strumenti applicabili davvero nei reparti, nei servizi, nelle comunità.

Non teoria astratta, ma:

  • Checklist operative
  • Esempi di buona documentazione
  • Casi clinici ragionati
  • Micro-formazioni brevi e ripetibili
  • Strumenti per leggere le norme senza subirle
  • Modelli di comunicazione efficace con pazienti e famiglie
  • Competenze forensi integrate nella pratica, non separate da essa

Solo così l’infermieristica forense può tornare ad essere ciò che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio: un patrimonio professionale, non un’illusione commerciale.

Buona meditazione, sì. Ma soprattutto: buona ricostruzione. Perché questa volta possiamo farla bene.