Il controllo delle date di scadenza dei medicinali, dei presidi sanitari e dei dispositivi medici non è un dettaglio organizzativo: è un obbligo professionale che ricade direttamente sull’infermiere. Un obbligo che, se disatteso, può trasformarsi in responsabilità penale.
Il profilo giuridico: quando la colpa professionale prende forma
La responsabilità colposa in ambito sanitario trova fondamento nell’art. 43 del Codice Penale. La norma definisce la colpa come la realizzazione non voluta di un fatto-reato, dovuta a:
Colpa generica
- Negligenza: trascuratezza, mancanza di attenzione, omissione di atti dovuti.È la forma di colpa che più frequentemente emerge nei casi di mancato controllo delle scadenze.
Imperizia: insufficiente preparazione tecnica o mancanza di abilità operative rispetto allo standard professionale richiesto.
Imprudenza: azioni avventate, prive della necessaria cautela, senza adeguata valutazione delle possibili conseguenze.
Colpa specifica
Quando un infermiere omette il controllo delle scadenze, non viola solo una buona prassi: viola una regola di condotta codificata, finalizzata a prevenire eventi dannosi. E questo, in sede giudiziaria, pesa.
Perché il controllo delle scadenze è un atto di tutela clinica e legale
La somministrazione di un farmaco scaduto non è un semplice errore:
- Può compromettere l’efficacia terapeutica,
- Può generare effetti avversi,
- Può configurare un danno al paziente,
- Può esporre l’operatore a responsabilità penale, civile e disciplinare.
Conclusione: la prevenzione è un dovere, non un’opzione
Il caso di Catanzaro rappresenta un monito per l’intera professione infermieristica: la sicurezza del paziente passa anche attraverso attività apparentemente “banali”, ma che hanno un peso determinante sul piano giuridico.
In sanità, prevenire non è solo curare.
Nessun commento:
Posta un commento